Immobiliare: le previsioni per le nuove costruzioni

I dati che interessano il mercato immobiliare italiano sono di grande importanza per gli addetti ai lavori, ma anche perché riflettono nel complesso lo stato di salute economico del paese. L'investimento immobiliare ha, infatti, subito un forte stop negli ultimi anni, ma si sta recentemente 'riprendendo', grazie alle mutate situazioni economiche.

Investire nel mattone fa gola a molte persone, soprattutto a chi desidera costruirsi un futuro o fare degli investimenti immobiliari. Non stupisce sapere che le previsioni che interessano le grandi città quali Milano, Roma e le nuove costruzioni a Torino stiano segnando un indice positivo, perché positiva è la visione che l'economia ha di questa tipologia di investimenti.

Le ragioni sono varie e interessano in primis il costo minore della terra, che in tempi recenti si è assestato ai minimi storici. Acquistare ad un prezzo favorevole il terreno di destinazione dell'immobile significa partire con un buon vantaggio, perché si tratta di una base che può solo salire nel corso del tempo sotto il punto di vista del suo valore. La ragione del successo delle nuove costruzioni va quindi ricercata negli incentivi, che si propongono di sgravare fiscalmente le nuove costruzioni che seguono un indirizzo energeticamente positivo. Le persone possono quindi contare su un rimborso annuale, che permette loro di 'respirare' e di recuperare parte delle somme spese.

Nello specifico, infatti, la legge di Stabilità di quest’anno prevede la detrazione dall’Irpef, di una quota pari alla metà dell’importo IVA pagato per l’acquisto di una casa (ristrutturata oppure acquistata direttamente nuova dal costruttore), purchè rientri in una classe energetica A o B.  Il rimborso dovuto viene poi “spalmato” in rate a partire dall’anno in cui è stata effettuata la spesa e nei successivi 9 anni, per un totale di 10 rate. Un esempio pratico: se si decide di acquistare una casa del valore complessivo di centomila euro, l’IVA al 10% corrisponderebbe a diecimila euro, il 50% (ossia 5000 euro) verrà dilazionato in 10 rate (una l’anno) da 500 euro.

Non va nemmeno sottovalutata la questione dell'accesso al credito. Gli istituti bancari stanno, infatti, concedendo mutui a tassi molto agevolati e questa condizione permette alle famiglie, alle giovani coppie ma anche ai singoli di attivare un investimento che si propone decisamente positivo e favorevole dal punto di vista finanziario. Mutui economici, basso costo del terreno e rimborsi fiscali agevolati sono quindi gli ingredienti che permettono alle nuove costruzioni di fiorire e di segnare un andamento positivo, da qui agli anni che verranno.

Le 5 truffe più comuni ai pensionati

 

Con l’aumento importante dell’aspettativa di vita, il momento della pensione è diventato una nuova fase di rinascita nella vita di ogni over 65. Certo, con le continue novità pensioni, oggi non è più così semplice e immediato capire e sapere quando si potrà andare in pensione, ma per i più fortunati questo momento fatidico rappresenta un vero giro di boa nella propria esistenza. Purtroppo però, con l’avanzare dell’età, oltre ai privilegi, aumentano anche i pericoli. Uno fra tutti è rappresentato proprio dalle truffe agli anziani. Un reato davvero odioso perchè, oltre al danno, la vittima viene presa dal senso di colpa di essere caduta nel raggiro, tanto palese quando viene svelato.

Secondo i dati del Ministero dell’Interno, sono soprattutto i pensionati che abitano da soli a farne le spese, rappresentando un bersaglio fin troppo facile, a volte, per i malintenzionati. In soli due anni – dal 2012 al 2014 – , gli over 65 le vittime di truffa sono passati da 300 mila a 340 mila.

 

Solo una piccola parte viene denunciata di questi casi: capita, a volte, che molti anziani non denuncino la truffa per vergogna o addirittura per paura che i familiari li considerino non più capaci di badare a se stessi. 

Le 5 truffe più comuni

  1. La truffa «delle banconote» – quando il pensionato va a ritirare la pensione, ecco che entrano in azione i truffatori, presentandosi come dipendenti dell’agenzia incaricati di controllare il numero di serie delle banconote appena prelevate. Il falso dipendente finge di controllare i numeri di serie in cerca di un errore inesistente e scambia le banconote vere con quelle false.

  2. La truffa del “pacco” – questo è un raggiro diverso: i truffatori si presentano a casa della vittima, dicendo di dover consegnare un pacco, magari ordinato dai parenti del pensionato. Per ritirare il pacco, però, l’anziano dovrà pagare una certa somma, che ovviamente finirà nelle tasche dei delinquenti.

  3. La truffa “della lotteria” – una truffa postale: una lettera annuncia la finta vincita di un premio a una lotteria, ma per averlo bisogna pagare. Naturalmente.

  4. Finte donazioni o eredità – Di solito si tratta di una coppia che fa finta che il pensionato di turno debba ricevere una donazione o un’eredità. Ovviamente anche in questo caso è necessario perfezionare l’atto di trasferimento presso un notaio, che esigerà il pagamento di una finta parcella. E il trucco è fatto!

  5. Falsi dipendenti Inps, Enel, Telecom – E poi ci sono quelli che si spacciano per un tecnico o per un dipendente di qualche ente pubblico, cercando così di introdursi in casa del malcapitato.

 

Cosa fare per aprire una partita iva

Per tutti coloro che vogliono aprire un’azienda o lavorare da liberi professionisti è molto importante sviluppare le varie pratiche burocratiche e tra queste è molto importante aprire una partita iva comunitaria, che è fondamentale visto che ormai il mercato di compravendita guarda sempre di più verso l’estero.

La partita iva viene riconosciuta da una sequenza di  11 cifre, i primi  7 rappresentano il contribuente, 3 identificano il codice dell’Ufficio delle Entrate, mentre l’ultimo serve come controllo e inoltre presenta una sigla relativa allo stato in cui è stata rilasciata e per chi la vuole aprire nel 2016 l’apertura viene agevolata dal regime forfettario.

Per aprire una partita iva bisogna rivolgersi all’Agenzia delle Entrate attraverso la compilazione di un modulo specifico e la presentazione di un documento di riconoscimento, o con l’invio della documentazione scaricata da internet, attraverso una raccomandata con ricevuta di ritorno e anche per via telematica attraverso il software dell’Agenzia delle Entrate.

Per quello che riguarda i costi, la spesa della partita iva è quella relativa al mantenimento della partita iva, che è conseguente del tipo di lavoro che viene fatto attraverso la propria partita iva.

Chi decide di aprire una partita iva a regime di contabilità ordinaria paga in base a quelle che sono le sue spese di gestione, mentre chi si trova con una ditta da iscrivere alla Camera di Commercio deve versare una quota che va dagli 80 ai 100 euro più i costi del commercialista e i contributi dell’Inps.

Per i primi 5 anni la partita iva ha una speciale tassazione del 5 % , mentre i contributi Inps sono pari al 27%.

Quando si decide di aprire la partita iva ci si può rivolgere anche al commercialista, che chiaramente chiede un onorario per il servizio, che può variare da commercialista a commercialista e da zona a zona.

L’onorario che chiede il commercialista solitamente dipende anche dal tipo di attività che viene svolta con la partita iva  e dal tipo di regime fiscale che viene scelto.

Obblighi fiscali della partita iva

Con la partita iva è molto importante rispettare degli obblighi fiscali, che comprendono:

  • Emissione della fattura: che deve contenere al suo interno: il numero progressivo, la data , il numero di partita iva e codice fiscale di chi la emette, ditta e ragione sociale del cliente e dell’ emittente, residenza dell’emittente e del cliente, ammontare dell’ iva per l’aliquota

  • Compilazione dei registri contabili con le relative fatture  e bolle doganali

  • Detrazioni che riguardano le operazione che sono soggette ad imposte

  • Liquidazione  e versamento dell’ iva

  • Dichiarazione annuale IVA

Il mercato statunitense e le elezioni

 

Le elezioni americane, che stanno per concludersi questo novembre dopo un anno di botta e risposta da parte dei due partiti, ovviamente non possono che influenzare le maggiori piazze finanziarie americane e con esse quelle di tutto il mondo. L’impatto dello scontro alla Casa Bianca sul valore del dollaro rappresenta solo una parte delle conseguenze che sono pronte a scatenarsi da novembre. Tutti i mercati finanziari sono pronti a tentare di analizzare l’impatto delle vittoria di uno o dell’altro candidato.

Ad esempio Donald Trump, sebbene abbia subito un duro colpo dopo l’ultimo scontro, resto caldeggiato dai sostenitori dell’oro, e ciò perché la sua vittoria i maggiori benefici per la più importante delle materie prime.

Capiamo perché: l’evento meno atteso, quello dalle conseguenze più incerte e dai timori più grandi è la vittoria di Trump, motivo che sposterebbe le preferenze di molti verso i beni rifugio. Se anche solo l’1% del capitale investito nell’azionario USA si trasferisse nel mercato dell’oro, questo ne causerebbe un rialzo del 10% in una sola settimana, fino ad un possibile +25% da qua a fine anno, oltre quota $1.750.

Queste rimangono ovviamente speculazioni ma non mancano delle basi storiche sostegno di questa ipotesi, si pensi alla campagna che portò alla Casa Bianca Jimmy Carter nel 1976,  il controverso Bush nel 2000 e Obama nel 2008, queste hanno sempre causato un rialzo sensibile nella quotazione dell’oro.

Evento che potrebbe ripetersi se fosse il contestato Donald Trump a spuntarla il prossimo novembre.

Dal punto di vista degli investitori i periodi di incertezza sono quelli verso i quali si è più avversi e le elezioni americane rappresentano l’evento che più di ogni altro può avere ripercussioni sui mercati, visto il ruolo di assoluto protagonista che svolgono gli Stati Uniti d’America.

I mercati azionari e valutari sono strettamente legati all’andamento del dollaro USA, vera cartina tornasole dell’economia occidentale. A sua volta il dollari non può che riflettere l’intero stato dell’economia americana, che verrà inevitabilmente influenzata dall’esito delle elezioni presidenziali e dalla politica che i due concorrenti decideranno di adottare.

Così è facile intuire come il duello tra Hillary Clinton e Donald Trump non avrà solo implicazioni politiche ma soprattutto conseguenze economiche, dentro e fuori gli Stati Uniti.

Lo stesso indice VIX, che misura la volatilità dei mercati, registra sensibili variazioni dei principali indici all’indomani dei duelli tv. Non rimane che attendere il risultato delle elezioni e vedere come reagirà il mercato mondiale. Chi farà gli affari migliori?