Turismo internazionale, boom di stranieri in Italia

Turismo internazionale, boom di stranieri in Italia

Gli stranieri adorano l’Italia. Nel 2017 ci sono stati ben 60 milioni di turisti che sono arrivati nel nostro Paese praticamente da tutto il mondo, facendo girare quasi 40 miliardi di euro all’interno dei nostri sistemi, ben 3 in più rispetto al 2016. D’altro canto anche noi italiani non ci tiriamo indietro quando viaggiamo, registrando un aumento dei nostri consumi all’estero che salgono di ben 2 miliardi, dai 22 del 2016 ai 24 dell’anno successivo. Bene quindi il turismo internazionale in Italia, ma vediamo qualche numero più nel dettaglio.

Turismo internazionale, vince l’enogastronomia

Il settore enogastronomico è quello che traina di più il turismo internazionale in Italia. Come è sempre stato le prelibatezze e le specialità nostrane conquistano facilmente gli stranieri inducendoli anche a spendere sempre di più. Su tutti vince Roma, seguita dall’eterna Venezia e anche dalla bella Napoli, leggermente in frenata invece Milano e la meravigliosa Firenze. La capitale è sempre quindi una delle destinazioni preferite dai turisti di ogni parte del globo terrestre, sia per le sue meraviglie storiche e artistiche, sia per le mille eccellenze non solo romane ma anche italiane che si possono gustare e assaggiare nei mille locali romani. Inoltre, Roma offre anche ottime soluzioni per l’alloggio, con hotel in via Nazionale, quindi centralissimi, a tariffe convenienti, come il Floris Hotel, che rappresentano un ottimo punto di partenza per visitare la città.

La geografia del turismo internazionale

Sono soprattutto due regioni, ovvero il Lazio e il Veneto, a catalizzare la maggior parte del flusso turistico internazionale del 2017. È quindi specialmente a Roma e a Venezia che gli stranieri amano andare da sempre, non badando troppo a spese e cercando di assaporare quanto più possibile non solo la nostra storia, ma anche la nostra cultura e le nostre tipicità. Per questo è importante che anche l’offerta turistica si adegui man mano a una domanda che esige un’ospitalità costruita più sul concetto dell’esperienza turistica che dell’offerta segmentata di un tempo. Proporre delle risposte concrete in termini di turismo esperienziale significa fare in modo che gli stranieri trascorrano più tempo in Italia, aumentando quindi anche la spesa e i luoghi visitati. Significa, quindi, proporre degli itinerari funzionali alle necessità di target diversi che magari viaggiano assieme e che vogliono, ad esempio, mangiare bene, vivere e conoscere la nostra cultura, muoversi liberamente magari a piedi o in bicicletta e stare a contatto con la natura.

Quanto costa organizzare un funerale a Roma

Quanto costa organizzare un funerale a Roma

Organizzare un funerale è una questione spesso complessa e articolata, soprattutto se si considera che interviene in un momento delicato e doloroso per chi ha subito la perdita. Proprio per questo, le imprese funebri svolgono un lavoro molto importante e supportano, con professionalità e serietà, chi deve affrontare un lutto e magari non ha né la lucidità né tanto meno le competenze per occuparsi degli aspetti pratici del problema, come i servizi cimiteriali a Roma, tanto per fare un esempio, al contrario di un’impresa specializzata nel settore come Funerali Roma. Un’agenzia funebre, quindi, ha il compito non solo di organizzare fattivamente un funerale, ma soprattutto di stare vicino, concretamente, a chi sta vivendo questa situazione drammatica. Ma a che prezzo? Ogni impresa ha in realtà il proprio listino prezzi e i propri tariffari, tuttavia ci sono dei range in cui normalmente ci si muove. Cerchiamo di capirne di più insieme.

I costi medi di un funerale

Le associazioni dei consumatori stilano ogni annuo i costi di un funerale, facendo, ovviamente, una media tra le maggiori città d’Italia. Nella classifica tra i luoghi più costosi per l’organizzazione di un funerale, al primo posto c’è Torino, in cui si possono spendere anche oltre 3000 euro. La Capitale, invece, si piazza dignitosamente nella media italiana, non spiccando né per eccessivo risparmio né tanto meno per il contrario. In ogni caso, sono diversi i fattori che incidono sul costo di un funerale nei diversi Comuni del Paese. Ci sono dei servizi oggettivi, come la tipologia di sepoltura, il costo delle pratiche burocratiche da sbrigare e il costo del trasporto che sono poco flessibili. Maggiore range c’è invece nella tipologia e nella qualità della bara e dell’organizzazione stessa della cerimonia. Proprio per tutti questi aspetti un funerale può costare da un minimo di un migliaio di euro fino a cifre che oltrepassano i 10.000.

Come risparmiare nell’organizzazione di un funerale

Ci sono, eventualmente, dei modi per risparmiare. Sicuramente la scelta della cremazione è meno dispendiosa rispetto alla modalità tradizionale, in quanto la tariffa corrispondente è fissata in un massimario dalla normativa vigente, pari a 537 euro. A Roma, ad esempio, se si effettua la cremazione il servizio è gratis per chi risiede qui e le stesse spese cimiteriali sono davvero contenute. Altri aspetti da tenere in considerazione nel caso in cui non si disponga di un budget ampio per l’organizzazione del funerale sono la qualità degli accessori e del rito e il tipo di loculo scelto.

Turismo, la rinascita di Roma

Turismo, la rinascita di Roma

Sarà anche sporca come si dice, sarà pure caotica e piena di buche, eppure la Capitale d’Italia risale la china tra le destinazioni turistiche più amate di tutto il mondo. I turisti provenienti da ogni zona del globo continuano a preferirla e, anzi, la desiderano sempre di più. Il motivo, secondo le ricerche più recenti, è che i pregi della Capitale superano di gran lunga i suoi difetti e i suoi limiti. A dirlo sono i numeri che parlano di un turismo in netta ripresa nella città eterna, diviso tra grandi classici e nuove nicchie di mercato. Dalla sua, la capitale ha la grande varietà ricettiva che offre ai suoi ospiti, con centinaia di hotel tra cui scegliere, spesso caratterizzati da un ottimo rapporto qualità prezzo, tra gli hotel a Piazza Navona c’è ad esempio l’Hotel Teatro La Pace che è un ottimo albergo.

I numeri del turismo romano

Le prime cifre arrivano da Confesercenti che sicuramente rappresenta un punto di osservazione privilegiato sul turismo nella capitale, rappresentando i commercianti romani. I numeri disegnano un 2017 che ha fatto registrare un 65% in più con oltre 20 milioni di turisti. Un andamento in segno positivo che continua da ormai otto anni e che ha consegnato a Roma la medaglia d’oro tra le destinazioni di tutto il mondo più amate di sempre. Anche il primo evento turistico dell’anno, la Pasqua, ha confermato una crescita felice per la capitale. Soltanto nel weekend pasquale, infatti, sono arrivate a Roma circa 350 mila persone con un oltre 4% in più rispetto allo scorso anno e nell’intera settimana di Pasqua ci sono stati più di 900 mila turisti. Anche gli hotel hanno registrato dei numeri molto positivi.

Turismo a Roma, bene la ricettività

Quello che piace moltissimo di Roma è la ricettività, con struttura più classiche, hotel da sempre amati per i loro servizi di alta qualità e l’elevata professionalità nel settore alberghiero ma anche le soluzioni più moderne, come ad esempio i B&B, che continuano a confermare un aumento delle presenze che nel solo periodo pasquale ha superato la quota di 300mila. Ed è anche Tripadvisor nella sua personalissima classifica dei luoghi turistici migliori del mondo a consegnare a Roma la medaglia di bronzo, dopo Londra e Parigi. Un giudizio che tiene conto di moltissimi fattori, tra cui anche la questione della ricettività e l’opinione stessa dei turisti.

Come scegliere polizza RCA

Come scegliere polizza RCA

Il web è di aiuto in tante situazioni diverse e pratiche, dalla disdetta dell’assicurazione auto alla ricerca di una nuova assicurazione, grazie anche all’aiuto di portali che mettono a confronto le polizze delle diverse compagnie assicurative o forniscono informazioni utili come www.inforcauto.it. Non è facile orientarsi tra le diverse proposte che differiscono non solo per i costi, ma anche per le condizioni e i servizi offerti. Come scegliere, dunque? Quali elementi prendere in considerazione per una scelta ponderata?

Cosa determina le differenze tra le polizze

Quando si raffrontano le polizze assicurative online e si valutano i preventivi, la prima cosa che si nota è la disparità tra le offerte. Il motivo risiede nei parametri utilizzati per determinare il premio che differiscono da compagnia a compagnia nel calcolo delle tariffe.  I parametri principali sono i seguenti, ma il “peso” attribuito a ciascun elemento dalle singole compagnie può variare:

  • Sesso ed età dell’assicurato (tendenzialmente il premio aumenta se l’assicurato è giovane);

· Tipologia di impiego del veicolo (il premio tende ad aumentare se il veicolo serve per motivi di lavoro e il rischio sulla strada è maggiore);

· Categoria del veicolo e alimentazione (i diesel hanno polizze più costose);

· Grado di sicurezza del veicolo (i veicoli con un alto standard di sicurezza e dispositivi di sicurezza registrano polizze più economiche);

· Comune di residenza;

· Potenza del veicolo (maggiore è il numero di cavalli, maggiore è il premio assicurativo);

  • Bonus/malus.

In base a questi fattori, ogni compagnia determina le proprie tariffe, determinando la varietà di offerte.

Simulazione di un confronto tra compagnie assicurative

Per capire come funzionano i portali di confronto, occorre fare una simulazione impostando alcuni dei parametri richiesti e un prototipo di cliente. Supponiamo un veicolo tipo Golf Turbo Diesel da 95 CV e un contraente che risponde al seguente “identikit”:

  • Giovane uomo di 25 anni;

· L’autovettura è dotata di sistema antifurto;

· Classe di appartenenza di rischio C.U. 9;

· Nessun sinistro commesso negli ultimi tre anni;

· Residente a Reggio Calabria;

· Percorrenza media annua di 10.000 km;

· Impiego dell’auto sia per lavoro che per scopi privati;

  • Tipologia contrattuale annuale.

In base a queste caratteristiche, le diverse compagnie assicurative propongono le seguenti polizze (dalla più costosa a quella più conveniente, i prezzi sono approssimativi e suscettibili di scontistica):

  • Allianz RAS: 1700 €;

· Quixa: 1300 €;

· Linear: 1230 €;

· Zurich Connect: 1100 € (applica sconti a chi paga con carta di credito o sottoscrive la polizza online);

· Direct Line: 1054 € (offre sconti come la polizza gratuita per due mesi);

· Dialogo:950 €;

· Genertel: 870 €;

  • Genialloyd: 850 €.

Stipendi, l’Italia ed il resto d’Europa

La problematica del lavoro, nel nostro Paese, soprattutto per i giovani, resta ancora irrisolta. E per quei pochi fortunati che ne svolgono uno, gli stipendi non sono neanche alti. In generale, per i lavoratori italiani la situazione non è proprio tra le migliori, con alcuni dipendenti pubblici, verificando attraverso il portale NoiPa, che non guadagnano in media cifre assai differenti rispetto ad uno autonomo. Nel nostro Paese, quindi, non si sta malissimo, ma non siamo tra i più ricchi rispetto ad altre realtà.

Appunto, comparando la situazione italiana in confronto a quella di altri Paesi europei, si nota la differenza salariale tra i lavoratori, molto marcata in alcuni settori e più lieve in altri. Ma qual è il nostro stipendio medio, paragonato a quello percepito in alcuni Stati dell’Unione Europea, quali ad esempio Germania, Francia, Belgio e Spagna? Andiamo ad approfondire e conoscere meglio tale questione.

La situazione italiana

Nella penisola il livello salariale è molto variegato e ciò è dovuto naturalmente a differenti parametri, come qualifica professionale, tipologia e luogo di lavoro, età, sesso ed istruzione dei lavoratori. Comunque, lo stipendio medio annuo italiano, in generale, si attesta a circa 28.977 € lordi, che al netto delle tasse arriva a 28.306 €. Il tutto fa circa 1.560 € netti ogni mese. Queste cifre variano poi di molto in base al livello professionale.

Infatti, annualmente, un dirigente porta a casa in media circa 107.000 € lordi, quasi il doppio di quello che percepisce invece un quadro, che si ferma attorno ai 54.000 € lordi. Una cifra nettamente superiore, comunque, agli impiegati tradizionali, che in un anno riescono a racimolare all’incirca 31.000 €, sempre lordi. A discreta distanza poi troviamo gli operai, il cui salario annuale si ferma vicino ai 24.000 €. Come si vede, una differenza tra i primi e gli ultimi di oltre 80.000 €.

Gli stipendi negli altri Paesi UE

Ricordando che il salario medio annuo italiano è di 28.977 €, si vede che il nostro Paese è molto lontano dalle cifre percepite in altre realtà europee. Infatti, a livello continentale, i più pagati sono i lavoratori lussemburghesi, che si godono in media annualmente 52.902 €. Vengono seguiti poi, a breve distanza, da quelli olandesi e belgi, che guadagnano rispettivamente 48.109 € e 46.810 €. Fuori dal podio della ricchezza salariale troviamo i tedeschi, che racimolano circa 45.170 € medi in un anno.

Ad una certa distanza seguono poi i finlandesi, che guadagno attorno ai 42.493 €, e gli austriaci con uno stipendio di 41.693 € annui. Nettamente peggio è quello percepito dai lavoratori francesi, fermi a 36.980 €, e quello degli irlandesi, attorno a 32.381 €. Al nono posto, finalmente, troviamo i salariati italiani. Peggio di noi, vi sono gli spagnoli, che ottengono in media annualmente soltanto 26.027 €. In questa particolare classifica, tra noi e i lussemburghesi risulta una differenza salariale di poco meno di 24.000 €.

La traduzione dei bilanci

La traduzione dei bilanci

Le aziende che hanno la necessità di tradurre i propri bilanci in altre lingue, magari perché sono in procinto di sottoscrivere un accordo con un'impresa di un'altro Paese, in ambito CEE hanno l'opportunità di richiedere e ottenere le traduzioni giurate, che offrono garanzie superiori e sono sinonimo di sicurezza e affidabilità. Ma di che cosa si tratta? Molto semplicemente è possibile provvedere all'asseverazione della traduzione di un bilancio CEE, che viene effettuata in tribunale o comunque di fronte a un notaio o a un giudice di pace: insomma, ciò che conta è che si tratti di un organo di competenza giuridica, in modo tale che la traduzione abbia un valore legale completo.

Le imprese che inoltrano la richiesta di una traduzione asseverata per il bilancio CEE possono usufruire di un documento, in forma digitale e in forma cartacea, da presentare agli uffici competenti. Il tutto avviene in tempi rapidi, senza quelle lungaggini che in genere sono correlate agli adempimenti burocratici. Le agenzie di traduzione – siano esse fisiche o online – mettono a disposizione, a loro volta, la possibilità di beneficiare di traduzioni asseverate.

Vale la pena di prendere seriamente in considerazione questa opzione, dal momento che ormai la traduzione bilanci per un gran numero di imprese di piccole, medie o grandi dimensioni è una realtà di cui non si può fare a meno. Si pensi al caso di una società italiana che è in procinto di sottoscrivere un accordo di carattere commerciale con una società britannica: è ovvio che c'è bisogno di due bilanci, uno in italiano e uno in inglese, per prevenire qualsiasi tipo di malinteso e per avere la certezza di poter puntare su conti perfettamente in regola. In linea di massima è consigliabile assegnare il compito della traduzione a un esperto madrelingua, ma non bisogna pensare che la semplice conoscenza della lingua di riferimento sia sufficiente per svolgere il compito nel migliore dei modi.

Sarebbe preferibile, infatti, che il professionista incaricato fosse anche specializzato, o comunque avesse una certa competenza, in ambito finanziario ed economico, per evitare di trovarsi a disagio in presenza di termini poco comprensibili tipici di un gergo tecnico che non è alla portata di tutti. Insomma, il mondo di oggi è all'insegna della globalizzazione, e lo scenario economico non fa certo eccezione: per aprirsi a nuovi mercati non ci si può limitare e vincolare alla sola lingua italiana, ma è opportuno essere in grado di interagire sotto tutti i punti di vista in altre lingue con gli altri protagonisti economici. 

CERCARE I LAVORETTI IN UN MONDO 2.0

CERCARE I LAVORETTI IN UN MONDO 2.0

Le innovazioni tecnologiche e digitali hanno portato numerosi vantaggi e qualche svantaggio. I giovani studenti o chiunque abbia bisogno di arrotondare il proprio stipendio può sicuramente trovare un appoggio in questi radicali cambiamenti socio economici.

Certamente in un periodo di magra economica può far comodo avere qualche soldo in più a disposizione e mai, come oggi, è facile trovare un lavoretto anche stando comodamente seduti sul divano senza l’ansia di dover distribuire curricula o vendersi direttamente nei negozi o vagare ciecamente alla ricerca del lavoro che desideriamo.

Che sia un bene o che sia un male vediamo quali sono le possibilità e soprattutto a quali siti possiamo affidarci.

MONDO DELLE RIPETIZIONI

Si sa il business delle ripetizioni è vasto e variegato. Popolato sia da insegnanti professionisti e maestri formati che da studenti che si improvvisano, a volte con positivi ritorni a volte meno, aiutanti di studio. Una cosa è certa però le ripetizioni sono e saranno sempre richieste da studenti in difficoltà e allora perché non approfittarne?

I ritorni economici sono solitamente compresi tra i 10 e i 30 euro all’ora ma se il professore ha particolari qualifiche o è molto ricercano si può arrivare fino ai 50, 60 euro e oltre.

Acquisire clienti non sempre è facile però, spesso è galeotto il passaparola, altre volte, se si è nuovi nel settore, aiuta iscriversi a dei portali dedicati. Prontopro.it ad esempio permette l’iscrizione e la creazione di un profilo dedicato alla propria attività, arriveranno richieste da studenti in difficoltà nel raggio d’azione selezionato e dovrete pagare solo per accettare la richiesta, non ci sono commissioni o pagamenti tramite sito, sarete voi a mettervi d’accordo con il cliente.

Altro sito di grande utilità nel mondo delle ripetizioni è SuperProf, una community di 2 milioni di professori nata in Francia ed espansasi nel nostro paese. Certo è che on line è pieno di occasioni nel mondo delle ripetizioni, non dovete fare altro che coglierle.

PET SITTING

Innegabile che soprattutto nelle grandi città ci siano sempre più animali e, conseguentemente, sempre più bisogno di pet sitter! Qualora non aveste voglia di creare un vostro sito o pensate che il passaparola sia troppo lento non potete fare altro che affidarvi un sito che raccoglie profili di pet sitter.

In italia ne sono presenti numerosissimi, l’unica cosa che li differenzia è il modo in cui si sostengono economicamente. Tutti inoltre forniscono assistenza veterinaria gratuita e copertura assicurativa. Petme andrà a sottrarvi una percentuale del guadagno, Holidog chiederà al cliente di effettuare un pagamento per cercare dog sitter sul sito. Dog buddy vi tratterrà una percentuale della cifra richiesta per il servizio.

Lo Stato compra il Museo Richard Ginori dopo il fallimento dell’azienda di porcellane

Lo Stato compra il Museo Richard Ginori dopo il fallimento dell’azienda di porcellane

Il Museo Richard Ginori della Manifattura di Doccia di Sesto Fiorentino, in provincia del capoluogo toscano, è il più antico museo di impresa in Europa da oggi è di proprietà dello Stato italiano. L’acquisizione, infatti, è stata possibile grazie ai 700mila euro che il MiBact ha offerto all’asta pubblica indetta dal giudice fallimentare del Tribunale di Firenze.

Il Museo della Doccia faceva parte del patrimonio della Richard Ginori, che dal 2013 è di proprietà del gruppo Kering, che nel 2013 ha rilevato la ormai fallita azienda specializzata nel campo delle manifatture di ceramica e porcellana. L’operazione non ha rilevanza soltanto sul piano culturale, il salvataggio del Museo, attualmente in stato di abbandono, è uno dei tasselli del progetto di rilancio dell’azienda. Esprime soddisfazione il ministro Dario Franceschini, visto che a suo giudizio si tratta di: “un impegno mantenuto, salvata una collezione eccezionale, che è parte fondamentale del patrimonio italiano”.

Lo stabile, fanno notare dal ministero, è stato comprato alla fine ad un prezzo più basso rispetto alle stime fatte in precedenza dal demanio e dal tribunale. Entro 120 giorni poi passeranno al Mibact anche le preziose collezioni del museo, con una cessione resa possibile dalla legge che prevede la possibilità di pagare le tasse con opere d’arte. Persino lo storico dell’arte Tomaso Montanari, al solito molto critico con l’operato ministeriale, applaude all’acquisto fatto dallo stato.

Voluto dal marchese Carlo Ginori, che già dal 1737 aveva deciso di allestire uno spazio espositivo, il Museo di Doccia è collocato accanto alla fabbrica di Sesto: l’edificio attuale è stato inaugurato nel 1965. La collezione comprende più di diecimila tra ceramiche e modelli. Fra le opere più significative, la Venere dei Medici che riproduce la statua della Tribuna della Galleria degli Uffizi, e il Camino coronato dalle riduzioni delle Ore del Giorno e della Notte delle tombe medicee di Michelangelo. Ma sono da segnalare anche i pezzi disegnati da Giò Ponti (circa 400), in un percorso che arriva fino al servizio di bordo “Linea 72” disegnato da Joe Colombo per Alitalia.

Fonte: Lo Stato compra il Museo Richard Ginori dopo il fallimento dell’azienda di porcellane

In Italia sono in crescita gli investimenti immobiliari

In Italia sono in crescita gli investimenti immobiliari

Nei primi 9 mesi del 2017 sono cresciuti in maniera sostanziale gli investimenti immobiliari. I dati parlano chiaro: il mercato immobiliare italiano sta facendo segnare un numero crescente di investimenti, per un valore complessivo pari  circa 7,1 miliardi di euro nei primi tre trimestri dell’anno. In attesa di conoscere i dati del quarto e ultimo trimestre, la situazione che emerge è abbastanza netta e delineata. A rendere noto il tutto è stata una ricerca di Cbre.

Dalla stessa è emerso che il terzo trimestre del 2017 ha visto ben 1,4 miliardi di euro investiti nel settore immobiliare. A dire il vero, in confronto al trimestre precedente, si è avuto un lieve calo, ma questo sottolinea che il trend è assolutamente positivo.

Stando a quanto si evince dallo studio, anche il settore degli hotel ha avuto un’impennata, arrivando a quota 194 milioni di euro. Il settore della logistica, invece, fa segnare un aumento pari al 122%, arrivando a 84 milioni di euro. In calo, invece, il settore retail, che ha incassato da investimenti 188 milioni di euro, rispetto agli 800 milioni registrati nel medesimo periodo del 2016.

Chi investe? In gran parte si tratta di capitale straniero di chi ha deciso di investire nel nostro paese, che ha delle grandi potenzialità. Volendo dare qualche dato, possiamo dire che gli investimenti stranieri sono stati di ben 760 milioni nel terzo trimestre del 2017, che rappresentano il 54% del totale.

Dove si investe? Guardando le due città principali, Roma e Milano, si notano andamenti differenti. Ad esempio, a Milano sono stati effettuati investimenti in crescita, per un totale di 724 milioni di euro, pari al 116%, mentre a Roma gli investimenti registrati sono in calo e si assestano attorno ai 226 milioni di euro.

Come Investire oggi: come procedere per non sbagliare

Alla luce di quanto detto, comeinvestire oggi e su quali tipologie di beni e quali settori si dovrebbe puntare? Parafrasando gli esperti di AffariMiei.biz con il dire che non c’è un investimento sicuro al 100%, dato che si tratta sempre di un rischio che ci si deve assumere.

Tuttavia, investire è il modo migliore per far fruttare i propri risparmi e, pertanto, sempre più italiani sono interessati a farlo.

Si deve sempre tenere a mente che più aumentano i rischi, più un investimento è redditizio: per questo, ad esempio, comprare azioni dà degli interessi abbastanza alti. Al pari, acquistando i titoli di Stato di paesi emergenti si ha un profitto maggiore rispetto all’acquisto dei titoli tedeschi, ma aumentano anche i rischi.

Oggi si parla molto delle obbligazioni Venezuela 2027 come strumento di investimento. Sono molto redditizie perché, per quella che è la situazione del paese ora come ora, i rischi da assumersisono molto alti, specialmente se si investe sul lungo periodo.

Un discorso molto simile va fatto anche per quanto riguarda le azioni. Il rischio, sebbene possa far guadagnare di più, spaventa gli investitori, soprattutto chi non ha grandi somme a propria disposizione.

Per questo motivo, si tendono a cercare degli investimenti sicuri, come quello nel settore immobiliare, ad esempio. A conti fatti, questo tipo di investimento risulta essere sempre molto positivo e redditizio, perché lo si vede come un qualcosa di solido e concreto.

Oltretutto, molti spunti vengono anche dalla rete: oggi come oggi, infatti, ci sono diverse community e siti specializzati che si interessano di investimenti e consigli per affrontare il tutto nel migliore dei modi, scegliendo solo qualcosa di effettivamente utile.

Barriera al vapore : di cosa si tratta e come sfruttarla

Tanto per provare a dare una definizione a chi magari non è del settore, una barriera al vapore è uno strato di materiale generalmente poco o per nulla traspirante, quindi non permeabile al vapore.

L’isolamento ottimale della propria casa è un aspetto di fondamentale importanza per poter abitare serenamente con la propria famiglia senza il timore di offrire a se stessi e a tutti coloro che abitano con voi un ambiente poco salubre e pericoloso.

Tra gli interventi tecnici che, nello specifico, è possibile attuare per ridurre considerevolmente la formazione di umidità di condensa in casa troviamo senza dubbio la cosiddetta barriera al vapore, una tecnica mediante la quale il tetto dell’abitazione viene impermeabilizzato dall’esterno in modo da evitare che il contrasto caldo-freddo dovuto alla differenza di temperatura tra interno ed esterno possa causare problemi di umidità di condensa e/o di risalita.

I problemi causati dall’umidità, si sa, sono molteplici. Oltre alle antiestetiche macchie nere alle pareti causate dalla muffa (soprattutto negli angoli, dietro ai mobili e in zone più ricche di vapore acqueo come bagno e cucina), l’umidità di condensa peggiora la qualità dell’aria in casa, con tutte le problematiche che a ciò possono conseguire sia nei soggetti sani che soprattutto in quelli con problemi di asma o allergie. A ciò si aggiunge poi la questione condizionatori-caloriferi: la presenza di un tasso di umidità troppo alto all’interno del proprio appartamento costringe infatti ad utilizzare per più ore impianti di condizionamento o caloriferi di vario genere per rinfrescare o riscaldare la casa a seconda della stagione.

Proteggere la casa con una barriera al vapore realizzata a regola d’arte permette quindi di ottimizzare più di un aspetto ed ottenere miglioramenti a 360 gradi. Nella maggior parte dei casi la barriera al vapore viene realizzata dalle ditte specializzate utilizzando rotoli di polietilene ritagliabili nella misura necessaria ed incollati successivamente al tetto della casa mediante l’utilizzo di bitume, un materiale che ben si presta come collante e che a sua volta garantisce ulteriore protezione dalle intemperie. L’intervento di applicazione di una barriera al vapore sul tetto deve in ogni caso essere consigliata da personale specializzato in quanto è buona norma, prima di procedere alla posa in opera, valutare l’esposizione della casa e molti altri aspetti tecnici che possono fare la differenza.

Infine, un altro aspetto da tenere presente è che i flussi di vapore attraverso i materiali porosi sono estremamente lenti, e perciò i quantitativi di umidità trasferiti sono molto bassi.