Notizie Efficienza energetica

Quando si discute di solare, geotermico o eolico spesso ci si concentra sugli impianti e poco si riflette sull’efficienza degli stessi anche se il tema è pregnante e decisamente rilevante. Oggi noi osserveremo non tanto gli impianti sopra menzionati quanto in effetti l’efficienza energetica che scaturisce da una buona struttura realizzata secondo specifiche regole che ovviamente salvaguardano anche l’ambiente garantendo al contempo un minor spreco di energia.

      1. La coibentazione

Partiamo da questa nell’analisi che opportunamente va condotta per quanto riguarda il risparmio energetico. Quando si parla di coibentazione questa riguarda l’interno, l’esterno e anche le parti tra un mattone e l’altro considerato sul piano orizzontale della struttura che si sta costruendo.

Nelle abitazioni datate purtroppo lo spreco di energia nel riscaldamento era davvero consistente e costante. La perdita di energia è calcolata al 75% e questa dipende sopratutto dalla coibentazione delle pareti. Fortunatamente nel corso degli anni le persone hanno cominciato a pensare al risparmio energetico calcolando anche le eventuali dispersioni, infatti al fine di arginare questo problema e – sopratutto – per risparmiare ci si è accorti che la necessità primaria è quella di effettuare un isolamento termico presso l’abitazione di residenza ma non solo, questo è stato compreso anche in virtù del fatto che il calore generato dai differenti impianti che si possiedono non può subire una dispersione e quindi rappresentare appunto uno spreco, sia sul piano monetario sia su quello ambientale.

Questo tipo di dispersione passa sostanzialmente attraverso:

  • Serramenti
  • Pareti
  • Soffitti
  • Tetti

Ovviamente quindi gli spazi ove agire all’interno di una struttura esistente sono molti e al fine di ottenere una valida coibentazione bisogna – in prima istanza – intervenire sulle pareti. Ovviamente quello che viene definito cappotto termico si differenzia su una struttura esistente rispetto ad una da edificare. Nel primo caso si interverrà in aggiunta mentre nel secondo l’operazione sarà più semplice sostanzialmente. Per una struttura esistente esistono tre diverse possibilità:

  • La coibentazione delle pareti interne
  • La coibentazione dell’intercapedine
  • La coibentazione termica esterna

Generalmente si ricorre alla terza metodologia onde evitare di trovarsi costretti ad uscire fuori di casa per la durata dei lavori. Abbiamo accennato ovviamente anche al cappotto termico interno ma va detto che questo è un sistema meno utilizzato per una semplice ragione che è quella legata alla diminuzione del volume interno della struttura e degli ambienti in generale, infatti con questa metodologia si passa dai 0,5 cm in meno per le versioni esclusivamente realizzate con l’isolante ai 3,3 cm fino agli 11,3 cm per le versioni comprensive dei pannelli in cartongesso.

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