Qual è il rapporto tra Euribor e mutuo tasso variabile?

 

Quando si richiede a un istituto di credito un prestito o un finanziamento per l’acquisto della casa o per avviare o ampliare la propria attività o impresa, occorre spesso fare i conti con la rateizzazione del “mutuo” e con la scelta del tasso: variabile o fisso? La maggior parte degli istituti di credito elabora il tasso in riferimento all’andamento Euribor (sebbene non sia obbligatorio, ma è una prassi piuttosto diffusa). L’Euribor (Euro InterBank Offered Rate) è il tasso medio relativo all’interesse delle transazioni finanziarie effettuate in euro dalle banche europee (50 banche con il maggior volume di affari in area euro che partecipano alle rilevazioni su base volontaria). L’indice Euribor viene rilevato quotidianamente dall’European Banking Federation e pubblicato dall’agenzia Reuters. Ma come interviene l’Euribor sul calcolo della rata del mutuo?

Rapporto tra Euribor e mutui

Poiché la rilevazione dell’indice Euribor è quotidiana, si tratta di un indice aggiornato e affidabile e di conseguenza ritenuto un parametro reale a cui le banche si riferiscono nel momento in cui applicano un mutuo a tasso variabile. L’Euribor è particolarmente collegato ai tassi variabili applicati ai mutui e/o finanziamenti poiché la “formula” del tasso variabile si compone proprio con Euribor + Spread annuo, dove l’Euribor rappresenta la componente variabile del tasso, mentre lo Spread è la componente fissa per tutta la durata del finanziamento. L’Euribor si divide in almeno 40 tipologie diverse suddivise per durata e per divisore. Nel calcolo della rata del mutuo a tasso variabile, si utilizza solitamente l’Euribor a scadenza 1, 3 e 6 mesi in base alla rateizzazione applicata e alla durata del mutuo stesso. Pertanto, le oscillazioni dell’andamento Euribor influenzano direttamente la rata del mutuo a tasso variabile, ma pesano unicamente sul debito residuo perché è su di esso che si ricalcolano gli interessi.

Come si fa il calcolo del tasso variabile?

Il calcolo del tasso di interesse è dato dalla media ponderata dell’Euribor del mese precedente alla scadenza della rata del mutuo come pattuito nel contratto con l’istituto di credito. Si effettua, dunque, la somma dei valori Euribor del mese precedente, il risultato poi viene diviso per i giorni di rilevazione ottenendo così la media ponderata (EMA o Euribor Medium Average). Esiste una media ponderata per ogni tipologia di Euribor (1,3,6 mesi e così via). Ma conviene il mutuo a tasso variabile o a tasso fisso? La prima discriminante è la durata del mutuo, ma in ogni caso gli esperti sostengono che entrambe le tipologie pur avendo rispettivamente dei pro e dei contro non sono vantaggiosi: la soluzione ideale sarebbe una formula “mista”, vale a dire un tasso variabile con CAP, una soglia massima oltre la quale la rata non può andare. In questo caso, però bisogna considerare che il mutuo con Cap si avvale di piani di ammortamento a quote capitali prefissate alla stipula. Ciò significa che ad ogni variazione del tasso, la parte di rata che subirà il ricalcolo è la quota di interessi e non la quota capitale, pertanto la rata risulterà sì fissa nel tempo, ma più alta rispetto a quello che può essere un calcolo puramente matematico con i tassi di inizio stipula. Pertanto si dovrà tener conto della quota capitale stipulata a cui aggiungere la quota interessi calcolata al tasso Cap contrattuale.

Cosa succede se il tasso Euribor è negativo

È improbabile che il tasso Euribor scenda a percentuali negative, anche se non è da escludere il fenomeno soprattutto sul tasso Euribor a 1 mese, che in alcuni casi si è attestato a -0,006%.

Il primo effetto di un tasso negativo è il decremento della rata. Il tasso si calcola –come si è detto – come una media mensile ricavata dalla somma dello spread più il tasso di indicizzazione. Nel caso di un indice negativo, invece della somma si effettuerà una sottrazione, l’indice sarà sottratto allo spread fisso per il ricalcolo della rata mensile. È però un’evenienza poco probabile il tasso Euribor negativo e in ogni caso sarà necessario rivolgersi al proprio consulente in banca per eventuali chiarimenti e spiegazioni sugli effetti dell’indice sulla rata del mutuo.

 

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